Questa sera in Consiglio Comunale è iniziato un interessante dibattito sulle ripercussioni che il Piano Paesaggistico Regionale avrà sulla nostra città. La situazione è più preoccupante di quanto io stesso in precedenza avessi immaginato: in altre parole, si rischia veramente il blocco del nostro sistema urbanistico con gravi disagi per la cittadinanza. L’O.D.G. che abbiamo presentato come Capigruppo della CDL è volto da un lato a chiedere che si verifichi la possibilità di adire le sedi giurisdizionali per verificare eventuali punti di illegittimità del PPR; dall’altro è indirizzato a chiedere un adeguamento della politica urbanistica del Comune di Cagliari al fine di sbloccare il più alto numero di situazioni possibile.

Trasmetto quelli che sono i punti chiave del mio intervento. Avviso anche che il dibattito proseguirà domani sera presso l’aula del Palazzo Civico della via Roma. Chi fosse interessato può assistere alla seduta.

Finora la discussione sul Piano Paesaggistico Regionale è stata contrabbandata come la lotta tra chi vorrebbe cementificare il territorio e chi lo vorrebbe preservare. Non voglio soffermarmi in questa sede su chi abbia negli ultimi tempi colato il cemento sulle coste o nei pressi delle Chiese perché sarebbe troppo facile…

Si deve comprendere che il problema è invece ben più complesso e che il Piano Paesaggistico rischia di essere uno strumento che alimenta –anziché ridimensionare- le rendite di posizione, a scapito degli interessi della collettività.

E’ in gioco la democrazia.

Un piano dovrebbe decidere ex ante che cosa si intenda fare. In questo caso, invece, vengono fatti dei generici rinvii a forme non meglio precisate di copianificazione. Tutto questo comprime e mortifica il ruolo degli Enti Locali della Sardegna e del Capoluogo di Regione in particolare.Se veramente si ritiene che questo Piano sia “cosa buona e giusta”, perchè si teme tanto il dialogo con le amministrazioni locali, perché è stato tenuto a lungo lontano anche dagli occhi dell’Assemblea Regionale? Perché durante le elezioni si invoca ad ogni piè sospinto la democrazia partecipata e poi ci si blinda nelle stanze dei bottoni senza voler ascoltare né i cittadini, né i loro rappresentanti?

Lo sviluppo della città di Cagliari

Qui si rischia di compromettere lo sviluppo della città di Cagliari e della sua area metropolitana. Dobbiamo subito chiarire le prospettive di ciascuna zona individuata nel PUC.

I diritti reali.

Qui si tratta del rischio che vengano compressi i diritti reali dei cittadini: non solo quelli quesiti, ma anche quelli potenziali. Anziché stendere un tappeto rosso a chi applica il nostro Piano Regolatore, lo si mortifica. A ciò si aggiunge il fatto che lo stesso Comune e la stessa Regione sono partner dei privati in molte situazioni. Come si può tradire in questo modo la fiducia dei cittadini?

Cui prodest?

Certo questa situazione non giova alla giovane coppia che, grazie al sacrificio proprio o dei propri familiari, vorrebbe ristrutturare una casa nel nostro centro storico, ad esempio vicino ad una Chiesa. Giova sicuramente a coloro i quali sfrutterebbero le proprie rendite di posizione, il cui valore sarebbe così decuplicato. Con quale coraggio si dirà che è il centro-destra a tutelare i diritti di pochi?

Ciascuno si deve assumere le proprie responsabilità.

Il Comune di Cagliari ed i Cagliaritani rischiano di dover subire un doppio sopruso:

1) il già citato mancato coinvolgimento della nostra amministrazione nella redazione del Piano;

2) I nostri uffici si troveranno a dover sbrogliare la matassa di una situazione di totale incertezza, di caos. Sarebbe troppo facile per il sig. Soru far ricadere sul nostro Comune a responsabilità dei suoi pastrocchi!

Quale strategia?

1) Ricorso per accertare i punti di illegittimità del Piano;

2) Sbloccare tutto ciò che si può mandare avanti

Si deve partire da un punto, che deve essere chiaro a tutti: sulle questioni che riguardano la città di Cagliari decide il Comune di Cagliari!

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