Campagna elettorale per il Comune di Cagliari: la città viene riempita, già a diversi mesi di distanza dalle elezioni, da manifesti di dimensioni enormi, che, se non fosse per le espressioni tutt’altro che truci, ricordano un po’ i cartelloni propagandistici di Gheddafi in Libia e di Saddam in Iraq. Partono subito anche spot televisivi, radiofonici e convenscion (sic!). Voglio porre due domande: 1) quanto costa? 2) Chi paga?. Sui costi molti candidati “glissano”, ma è facilmente intuibile che sia tutt’altro che economico stampare manifesti formato gigante ed affittare gli spazi per lunghi periodi. La cifra aumenta sensibilmente se si parla di centinaia di spot in radio e televisione. Alla seconda domanda si può dare una risposta altrettanto semplice: il folle aumento delle spese per la campagna elettorale ha determinato un incremento delle uscite per ciascun candidato. Cosa è accaduto? I consiglieri comunali dell’attuale consiliatura si sono aumentati l’indennità , tutti insieme. Alla fine i costi di questo bel carosello hanno pesato sulle tasche della collettività. Allora, non discuto sulla scelta politica di chi ritiene di affidare la comunicazione delle proprie idee a questi strumenti (ciascuno operi come meglio crede), ma almeno che queste spese non ricadano, seppur indirettamente, sul bilancio comunale. Sarebbe opportuno che gli elettori chiedessero un impegno al proprio candidato affinché, una volta eletto, voti contro eventuali proposte tendenti ad aumentare l’indennità.

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