zedda_massimo

Nel “day after” del bando sulla continuità territoriale spiccano sui media regionali le dichiarazioni del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che chiede – fatto questo del tutto naturale- un nuovo bando per la CT1 (i collegamenti aerei per Roma e Milano). Quello di Zedda è uno dei tanti comunicati stampa di un centro-sinistra che inizia smarcarsi dall’esperienza di Francesco Pigliaru e il suo, in particolare, sembra preludere ad altri scenari e ad altre ambizioni. La prima domanda è se il partito (qualsiasi esso sia) di Massimo Zedda sia lo stesso che sostiene Pigliaru e se, fatta eccezione per il Partito Sardo d’Azione (che in Regione è all’opposizione) anche la coalizione non sia più o meno la stessa. La seconda domanda è che fine ha fatto il primo cittadino di Cagliari in questi tre anni? Perché se oggi per la CT1 si può parlare di un “pericolo”, la cancellazione della CT2 (la continuità per le rotte minori) è una triste realtà da tre anni. Dov’era il sindaco di Cagliari quando con una nota del 6 Ottobre 2014  la Giunta Pigliaru ha chiesto e ottenuto dal Governo l’abrogazione  degli   oneri   di   servizio   pubblico   sulle   rotte cosiddette “minori” (Cagliari-Bologna   e   viceversa,   Cagliari-Napoli   e    viceversa, Cagliari-Torino   e   viceversa,   Cagliari-Verona)? Questa decisione scellerata ha costretto migliaia di cittadini a scegliere itinerari più lunghi e più costosi, dirottando tutti su Roma e Milano, facendo saltare anche il numero di posti disponibili sulla CT1. Gli pare poco? Dov’era Massimo Zedda quando con nota n. 1534 del 7 Agosto del 2014 la Giunta regionale ha espresso l’intesa per la  modifica della Convenzione Stato-Tirrenia che ha permesso il taglio delle rotte su Cagliari senza nessun beneficio per i sardi e per i turisti? Anche quando la Sardegna ha temuto l’abbandono dell’isola da parte della Ryanair non abbiamo sentito il primo cittadino andare oltre qualche dichiarazione di circostanza. Uscire fuori soltanto ora sembra un gesto dettato più da opportunismo politico, dalla necessità di sovrapporre una nuova narrazione al fallimento di Pigliaru, del PD e del centro-sinistra: un veloce cambio di scena, imposto più da preoccupazioni elettorali che da una convinta difesa degli interessi della città. Non si può restare nascosti per tre anni e poi pretendere di recitare la parte dell’eroe del giorno. La verità è che il sindaco di Cagliari è parte, con i suoi silenzi, di questo fallimento, causato da un centro-sinistra che ha trascorso tre anni a demonizzare il lavoro svolto in passato senza proporre uno straccio di alternativa. Hanno trovato una continuità per Roma e Milano che ha consentito di aumentare il numero di viaggiatori, era pronta anche la CT2 con tariffa unica ma loro hanno cancellato tutto, hanno alzato bandiera bianca sulla flotta sarda davanti alla UE(dicendo un mare di balle perché Saremar è fallita per la “stecca” rifilata dalla vecchia Tirrenia e non per la sanzione UE, che ancora non è stata eseguita) e non hanno fatto nulla. Se pensano che sia sufficiente sostituire il volto di Pigliaru con quello del silente Zedda per far dimenticare questi tre anni e mezzo, stanno facendo male i loro calcoli. Siete tutti sulla stessa barca. Anzi, sullo stesso hyperloop.

 

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