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Sulla vicenda dello stadio S. Elia continuano a circolare notizie contraddittorie, annunci, presunte svolte, vertici e silenzi. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa e riguarda l’incontro tra il sindaco di Cagliari e un non meglio precisato “gruppo americano”. Da cittadino, da persona non certo animata da pregiudizi negativi, ma  favorevole da sempre alla demolizione del vecchio impianto e alla realizzazione di un nuovo stadio, vorrei sapere di più.

Poiché, come sottolineato dal sindaco ad ogni piè sospinto anche quando era un consigliere comunale di opposizione, si tratta di un bene pubblico, la città ha diritto di sapere, di capire quali siano le ipotesi attualmente in discussione.

L’amministrazione ha diramato tramite il suo ufficio stampa un comunicato fumoso, che, al netto dei giri di parole, è una pura e semplice conferma dell’incontro. Niente di più.

Ecco il testo: “Si è svolto in fine mattinata l’incontro in programma tra l’amministrazione comunale e i rappresentanti di un gruppo americano per il futuro dello stadio Sant’Elia: una discussione positiva e proficua, per cui sono ora necessari i dovuti approfondimenti tecnici. Altri incontri, con rappresentanti di altri gruppi interessati a investire a Sant’Elia, si sono già svolti e altri si svolgeranno. Nel corso del confronto odierno il sindaco Massimo Zedda ha avuto modo di spiegare agli interlocutori le linee guida che il Comune ha tracciato per la struttura. L’incontro è stato anche l’occasione per illustrare gli interventi che il Comune sta effettuando in tutto il quartiere, a iniziare dal nuovo lungomare e dal porticciolo per la piccola pesca: un passaggio importante perché il nuovo stadio sarà parte integrante di un contesto moderno e vivibile tutti i giorni dell’anno. Da parte dei rappresentanti del gruppo americano c’è la disponibilità alla predisposizione di un progetto più dettagliato, da condividere prima della presentazione con i diversi assessorati del Comune”.

Restano aperti diversi interrogativi.

1)    Qual è il gruppo americano che il sindaco ha ricevuto non come privato cittadino, ma come rappresentante della collettività?

2)    Quali sono gli altri gruppi “interessati”?

3)    Quali sono le reali intenzioni dell’amministrazione comunale di Cagliari in ordine alla gestione di un bene che, secondo loro, fino a poco tempo fa era intangibile?

4)    Se questo indirizzo comporta l’intervento di gruppi privati, quale procedimento sarà seguito dall’amministrazione per individuare il soggetto che dovrà intervenire?

5)    Considerato che il Cagliari è l’unica squadra di serie “A” della Sardegna, la discussione “positiva e proficua” su futuro del S. Elia tenuta dal sindaco con il non meglio precisato gruppo americano e con gli altri tiene conto di questo elemento?

6)    A quale titolo un gruppo americano, al momento anonimo, presenta progetti all’amministrazione comunale?

Questi sono solo alcune delle domande che spero siano soddisfatte da informazioni più complete sugli incontri di queste settimane.

Se lo scopo è quello di realizzare un nuovo stadio per il Cagliari, sarò il primo, nel mio piccolo, a sostenerlo.

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