Centrodestra e centrosinistra chiedono la proroga delle concessioni negata dagli uffici

Le imprese: «Estate a rischio, il sindaco prenda posizione»

Dopo anni di infruttuose discussioni il percorso burocratico è giunto a un passo dalla fine. Appena arriveranno le autorizzazioni della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici e dell’Ufficio comunale tutela del paesaggio, i baretti del Poetto potranno essere demoliti e ricostruiti.
Ma nessuno esulta. Perché nella migliore delle ipotesi le autorizzazioni arriveranno tra un mese e da quel momento saranno necessari circa 120 giorni per vedere finiti i nuovi chioschi. Significherebbe che sino a metà luglio il Poetto sarà un cantiere, che i cagliaritani non avranno servizi in spiaggia, che le imprese del mare perderanno i loro guadagni. Non solo: siccome il Servizio patrimonio del Comune ha detto no alla proroga delle concessioni demaniali sino al 2015 (69 Comuni l’hanno accordata) a fine ottobre i chioschi dovranno essere demoliti perché il nulla osta scade a fine 2011. E perché, stabilisce la norma, le strutture devono essere stagionali e amovibili. Qual è l’imprenditore che, dopo aver speso 70 mila euro nella progettazione investe 150 mila euro per tenere in piedi un’attività per tre mesi e mezzo con la certezza di non poterla riaprire l’anno successivo?
GLI IMPRENDITORI «Nessuno», è l’ovvia risposta di Sergio Mascia, presidente della Poetto service. Che chiama in causa il sindaco Emilio Floris. «Prenda in mano la situazione e ci consenta, almeno, di avere la proroga della concessione sino al 2015, che peraltro dovrebbe arrivare comunque con un provvedimento del Governo», spiega l’imprenditore.
IL PARADOSSO Cagliari, insomma, vive una situazione paradossale: tutta la città vuole i baretti tutto l’anno, tutte le forze politiche sono favorevoli alla valorizzazione dell’economia del Poetto. Eppure la burocrazia comunale sembra ostacolarla. Altrimenti non si comprenderebbe perché il Consiglio comunale non ha mai approvato il Piano di utilizzo del litorale e, soprattutto, perché Cagliari, assieme a Villasimius, ha detto no alla proroga delle concessioni demaniali sino al 2015.
CENTRODESTRA «La proroga per i chioschi del Poetto si può e si deve dare: basta dare piena applicazione alle disposizioni contenute nel mille proroghe approvato dal Governo nazionale», hanno scritto ieri in una nota i consiglieri comunali Massimiliano Tavolacci (Udc) e Alessandro Serra (Pdl). «Su questo punto si è anche espressa con chiarezza la Regione attraverso provvedimenti che sono stati recepiti da 69 dei 71 comuni costieri della nostra Isola, che hanno quindi prorogato fino al 2015 le concessioni. Invece la burocrazia comunale, fornendo un’interpretazione iniqua e restrittiva della norma, ha optato per un rinnovo da concedere di anno in anno, che di fatto comprime la possibilità che le imprese operanti sul litorale esprimano pienamente il loro potenziale. Il Consiglio comunale si è pronunciato più volte sul tema ed è prevalsa una posizione positiva nei confronti di queste iniziative».
CENTROSINISTRA Nel centrosinistra, dopo la presa di posizione di Massimo Zedda, candidato sindaco del centrosinistra, che mercoledì si è espresso a favore della proroga «per salvare la stagione, i posti di lavoro e i servizi garantiti dai chioschetti», ieri si è pronunciato il coordinatore cittadino dell’Idv Giovanni Dore. «Va bene il differimento delle demolizioni dei bar del Poetto a dopo l’estate, come ha chiesto Zedda, purché sia l’ultima proroga e poi si proceda secondo quanto stabilito dalle leggi vigenti». Per Dore «è necessario quanto prima ripristinare la legalità sul litorale cagliaritano procedendo alla demolizione dei chioschi e alla loro ricostruzione secondo standard ecocompatibili ed a norma con le disposizioni urbanistiche e igieniche. In secondo luogo occorre predisporre bandi pubblici per l’affidamento delle concessioni». (f.ma.)

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