Riporto una lettera inviata da un poliziotto al sito del Corriere della Sera sull’assassinio del suo collega. Personalmente non ritengo di fare alcun ulteriore commento per non accodarmi ai “coccodrilli” che si affannano a fare commenti e proposte tardive. Mi limito a dire che bisogna fermare tutto fino a quando non sarà possibile andare allo stadio in piena sicurezza. Spero che i delinquenti ripresi anche dalle tele-camere di SKYtg24 siano arrestati quanto prima e non possano beneficiare di indulti, indultini ed amnistie.

Sono un operatore di Polizia.
Quello che è successo ieri non è che l’ultimo episodio di un’escalation che va avanti ormai da anni.
Un uomo e non solo un poliziotto è morto, è ormai cadavere.
Vorrei che ci si rendesse conto di questo.
E’ facile titolare “MUORE UN POLIZIOTTO”.
Bisogna decontestualizzare questo concetto.
E’ morto un UOMO, un marito, un figlio, un padre.
Per cosa?
Per un serivizio di ordine pubblico.
Per un servizio che aveva come finalità: impedire il contatto fisico tra due compagini, non consentire che vi fossero feriti da una e dall’altra parte.
Ebbene, colui che doveva fare da cuscinetto a questi scellerati ha lasciato lì, sul ciglio di una strada, la sua condizione di UOMO, di FIGLIO, di PADRE e di MARITO.

Assisteremo ora a dichiarazioni da parte di sociologi, di politici, di psicopatologi, di psichiatri, di ….. che condurranno questo atto a una serie di devianze che la nostra società sta subendo.

Ma quali devianze!
Qui siamo di fronte a una condizione ormai consolidata.
Questa è delinguenza allo stato puro, altro che…
E la delinquenza si combatte con forza, senza nascondersi dietro pseudoanalisi.
Qui si devono solamente trovare i colpevoli e punirli severamente.

Non voglio fare dietrologia, ma se fosse morto uno di questi delinquenti (come già successo) per mano di un operatore delle forze dell’ordine mentre stava difendendo la sua vita e quella degli altri si farebbero analisi o si cercherebbe di intotolargli qualche piazza o peggio qualche aula di qualche commissione parlamentare?

Lascio a voi la risposta. Una cosa è sicura la moglie e i figli del collega rimarranno soli con il loro dolore, tra l’indifferenza di chi oggi si affanna a lanciare comunicati stampa per dovere o peggio per visibilità.
Ma non saranno mai lasciati soli da NOI che siamo e continueremo ad essere servitori dello stato.
Il Ministro AMATO ha detto che non manderà più i Poliziotti allo Stadio in queste condizioni. Bene, spero che questa non sia l’ennesima presa in giro nei confronti dei poliziotti.

Cordialmente.
Un poliziotto, un uomo, un figlio, un marito ed un padre.

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