Il generale Alberto Ficuciello (Ansa)ROMA – «Quanto è successo sabato a Roma è un episodio sconcertante che ha offeso molte coscienze, direi la coscienza di tutti quegli italiani che hanno visto nell’evento di Nassiriya un risveglio della coscienza nazionale». Lo ha detto il generale Alberto Ficuciello, consigliere militare presso la presidenza del Consiglio dei ministri e padre del tenente Massimo Ficuciello, uno dei soldati rimasti vittime dell’attentato di Nassiriya del 18 novembre 2003.
Il tenente Massimo Ficuciello, una delle vittime dell’attentato di Nassiriya (Ansa)«SONO CRIMINALI» – «Sono dei criminali che offendono la memoria dei nostri caduti – ha aggiunto Ficuciello – e non solo loro, ma sono contrari a questo magnifico risveglio della coscienza e a questa forte volontà di ricrescita e di appartenenza». «Volevo dire ai nostri soldati in giro per il mondo – ha concluso il generale – che tengono alto il nome dell’Italia di non far caso a queste esplosioni di stupidità e di odio. Nel nostro codice militare la parola odio non esiste e loro devono sapere che sono sostenuti dall’Italia per bene, dalla gente che crede in quello che loro fanno e che li guarda con orgoglio».
19 novembre 2006

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