Cosa sarebbe accaduto se a devastare Milano fossero stati dei giovani di destra? E se avessero tentato con la forza di impedire un comizio di Prodi? Quali sarebbero state le reazioni se un sindaco di destra avesse negato una piazza a Rifondazione Comunista per i suoi comizi? Si sarebbe gridato “al regime”, ci sarebbero state manifestazioni, film di registi “impegnati” ( ma soprattutto schierati e strapagati) etc. etc. Invece si dà il caso che, come al solito, a mettere in stato d’assedio il capoluogo lombardo siano stati gli autonomi e che il comizio contro il quale si sono scatenate le violenze e le sopraffazioni sia stato quello di Berlusconi. La piazza negata? Il sindaco non è un “truce” ex missino, ma uno con la patente democratica: Sergio Cofferati, il quale ha ben pensato di negare la libertà di manifestare le proprie idee ai militanti della Fiamma Tricolore. E’un concetto assai singolare di democrazia quello di chi vuole impedire agli altri di manifestare ed usa metodi che proprio loro definirebbero “da squadristi” contro l’avversario politico. Strano modo di essere pacifisti quello di teorizzare e praticare la guerriglia urbana come strumento di affermazione politica.

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