“Mentre dilaga il pentitismo in materia di indulto, si profila il partito dell’amnistia, pronto a sferzare un ulteriore colpo di spugna. Col pretesto della vanificazione di tanti processi, che riguardano reati che prevedono condanne entro il tetto dei tre anni cancellati dall’indulto, si propone l’amnistia per mandare al macero processi, eventuali condanne e sicurezza dei cittadini. Di male in peggio. Perché così si cancellerebbero nuove eventuali pene accessorie e comunque si rafforzerebbe il messaggio di impunità per il crimine contenuto già nella sventurata scelta dell’indulto. Il ministro Amato poteva parlare prima, perché l’indulto, votato da troppi in Parlamento, è figlio di questo esecutivo, che lo ha fortemente voluto. Finché AN è stata al governo, l’indulto non è passato. Più che pensare all’amnistia, bisogna assicurare certezza della pena. Bisogna cancellare l’indulto, non imprimere l’impunità con l’amnistia”. E’quanto ha dichiarato Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza Nazionale.

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