Presto sul sito creerò una sezione appostia.
Per ora bisogna accontentarsi un pò.
Ecco gli articoli degli ultimi giorni ancora non riportati su questo blog.

Da “Il Giornale di Sardegna”

Abbanoa e internet senza fili neoconsiglieri alla riscossa
Sfida all’ultima mozione tra Serra e Cugusi. La denuncia di Casu: troppi anziani morti soli
Stefano Ambu stefano. ambu@ epolis.sm ■
Internet gratis per tutti. Non lo dice Nicholas Negroponte, guru e nonno telematico, ma Alessandro Serra (An) insieme a Paolo Carta (Udc) e Angius (Riformatori). Forse è la più avveniristica mozione mai vista nella storia del Consiglio comunale di Cagliari. Una delle tante presentate in queste settimane. Quasi tutte dai consiglieri comunali che sino a due mesi fa non sapevano di che materiale fossero fatti i banchi dell’aula di via Roma. Mozioni, poche emozioni. Ma soprattutto interrogazioni. Tra Alessandro Serra e Claudio Cugusi (Prc- Se) è quasi un’Italia-Germania 4 -3. IL GOL DELLA VITTORIA, però, lo piazza Rivera-Serra. Ecco Cugusi: ordine del giorno “inerente all’indulto”, ancora odg “per fronteggiare l’emergenza povertà nella città di Cagliari e tripletta con l’interrogazione “sulla campagna di comunicazione avviata dall’assessore al p at r i m o n i o ”. Ma Serra, però, è sempre in partita: mozione “per l’installazione di punti di accesso gratuito ad internet mediante la tecnologia Wi-fi”, interrogazione “sulla mancata proroga da parte della società Abbanoa dei termini per la presentazione dei documenti richiesti alla cittadinanza”, un’altra “sul rischio che alla città di Cagliari non venga riconosciuto lo status di area metropolitana”. E infine (e questa è la mossa che lo fa diventare capocannoniere dei consiglieri) interrogazione sull’assegnazione di una sede alla circoscrizione numero uno (centro storico). Da Castello e Villanova a Beirut e Gerusalemme: Massimo Zedda (Ulivo-Ds) è tra i promotori della mozione per un “appello alla pace in Medio oriente”. Bello. Anche se di solito quando si discute di queste cose mezzo Consiglio va a fumarsi una sigaretta. TRA I CONSIGLIERI es or di en ti debutta con un’interrogazione anche Paolo Casu dei Riformatori: “interventi urgenti di politica sociale a salvaguardia degli anziani”. Urgenti perché come ricorda Casu negli ultimi tre mesi ci sono stati almeno quattro drammi della solitudine. Con anziani ritrovati in casa. Soli e morti da alcuni giorni. Per la seduta del ritorno in aula, l’altra parte del programma, a parte un’ interrogazione di Maurizio Porcelli (Forza Italia) sulla continuità territoriale (ma oggetto del contendere sono i punti Mille miglia dell’Alitalia che non c’è più: come si fa?), è quello di due mesi fa. Il clou sarà l’elezione dei vicepresidenti: centrodestra (lotta tra Businco e Vargiu) e centrosinistra (sfida a tre tra Espa, Selis e Giorgio Cugusi) cercheranno di risolvere i loro problemi ventiquattro ore prima del ritorno in assemblea. ■

Da “La Nuova Sardegna”

Manifattura? «Al Comune»

An contro la Regione che «si tiene» il monumento

STEFANIA SIDDI

CAGLIARI. C’è un tesoro nascosto a Cagliari che molti cagliaritani non conoscono: è un grande complesso sorto nel ’500, con tre piani, seminterrati, una cappella votiva, giardini pensili e ringhiere in stile liberty. Un oggetto un po’ misterioso di cui tutti hanno sentito parlare ma che in pochi hanno visto, anche perché è nascosto nel cuore della città. Si tratta della ex-Manifattura tabacchi, un gioiello architettonico che si estende su 90 mila metri quadri a partire dal viale Regina Margherita, che da quando è stata dismessa dallo Stato nel 2002 non ha trovato una degna destinazione d’uso. A denunciarne lo stato di abbandono e a sospettare una congiura del silenzio è un gruppo di esponenti di Alleanza Nazionale, che in una conferenza stampa ieri a Cagliari ha voluto riportare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica. «Questo è un problema di grandissima importanza – ha detto l’ex sindaco Mariano Delogu – perché si tratta di uno dei monumenti più belli e importanti della città». Edificato intorno al 1500 come convento di frati, fu distrutto dagli spagnoli nel 1717 e fu ceduto al Comune nel 1860, diventando poi sede della manifattura tabacchi fino al 1998. Nel 2004 dopo grandi difficoltà è stato ceduto alla Regione e da allora, salvo rare eccezioni, sul caso è caduto il silenzio. «Eppure – ha sottolineato Antonangelo Liori – si tratta di un bene di grande valenza storica e urbanistica e di importanza strategica per le sue dimensioni e per la sua posizione, che dovrebbe rientrare nei piani di recupero del centro storico, ma soprattutto essere restituito ai cittadini». «Non abbiamo idee precostituite – ha precisato Alessandro Serra – e vogliamo coinvolgere la gente in un concorso di idee e per farlo apriremo a breve un sito per accogliere idee e proposte, perché a differenza di chi parla di democrazia partecipativa, non vogliamo che siano pochi a prendere decisioni nelle segrete stanza». Secondo voci ufficiose si vorrebbe farne una foresteria per i consiglieri regionali o un centro di produzione cinematografica, ma gli esponenti di An contestano entrambe le proposte. L’assessore alla cultura del Comune Giorgio Pellegrini pensa a un centro polifunzionale come il Forùm di Parigi, ossia uno spazio con un museo, gallerie, luogo di shopping e di ristoro, di intrattenimento e aggregazione. E potrebbe anche esserci posto per ‘l’Astronave’ – ironizza.
«Purtroppo oggi i cagliaritani non ne possono usufruire visto che la Regione ha negato il permesso di apertura al pubblico anche in occasione di Monumenti Aperti con una motivazione assurda e incomprensibile. Noi però – ha continuato Pellegrini – riteniamo che la ex Manifattura dovrebbe essere di competenza del Comune e vogliamo che si apra un contenzioso con la Regione».

LUNEDÌ, 11 SETTEMBRE 2006
Pagina 15 – Cronaca
«Siamo metropoli o mini capoluogo?»
Ricomincia l’attività politica domani c’è consiglio comunale
Un nodo importante sarà lo «status» riconosciuto alla città
CAGLIARI. Il consiglio comunale ricomincia domani con temi di ordinaria amministrazione e una grande questione politico-amministrativa che si potrebbe riassumere in una domanda: riuscirà Cagliari a restare una città metropolitana? Il dubbio nasce da una battuta del presidente del consiglio Prodi a proposito delle aree metropolitane: secondo lui, in sostanza, la legge andrebbe riformata e questo status riconosciuto a Milano, Roma, Torino e poche altre. Genova ha protestato e il Governo ha dato ampie rassicurazioni al sindaco di quella città: il capoluogo ligure resterà incluso nell’elenco. E la piccola Cagliari tra l’altro sempre più spopolata grazie, anche, alla inesistente politica della casa dell’amministrazione Floris?
Il rischio che Cagliari nella riformulazione della legge non venga di nuovo riconosciuta area metropolitana viene ventilato dal consigliere comunale di Alleanza Nazionale Alessandro Serra. Appena insediato il consiglio Serra ha lanciato subito il problema con un’interrogazione protocollata il 29 agosto scorso. Adesso è all’ordine del giorno dei lavori del consiglio di domani al punto 22.
Dice Serra: «Significherebbe che Cagliari non avrebbe poteri simili a quelli che adesso hanno le province. Io credo – continua il consigliere – che questa sarebbe una diminuzione grave». Il potere prima di tutto? «Il poter contare e incidere, prima di tutto – risponde Serra -. Credo che istituire otto province sia stato un errore, ma se in un quadro amministrativo come quello attuale Cagliari non avesse riconosciuto lo status di area metropolitana, sarebbe un problema. Sarebbe un passo indietro». Serra ammette che il capoluogo finora ieri e oggi non ha brillato per capacità di dialogo con le amministrazioni confinanti e non ha messo in mostra qualità di, come si dice, leadership. «Ma questo non significa che adesso si debba accettare di fare un passo indietro, casomai bisogna cominciare a pensare in un logica diversa. Bisogna riconoscere che Cagliari è una città che dà servizi a tutta la regione, che riceve ogni giorno migliaia di pendolari al lavoro qui cui deve dare servizi e molti di questi sono cagliaritani andati altrove perché in città non si potevano permettere una casa. Lo status di area metropolitana per molti è quella ‘cosa’ che si fa quando si mette in piedi un consorzio di bus come il Ctm. Invece, lo sappiamo, è prima di tutto una visione d’insieme per affrontare i problemi comuni in modo omogoneo e anche per finanziarne le soluzioni. Inoltre – continua il consigliere – non dimentichiamo che Cagliari è sottorappresentata in consiglio regionale e questo, se non ricevesse lo status di area metropolitana, sarebbe un ulteriore motivo per penalizzarla. Anzi, per continuare a penalizzarla».
Per ora Serra si limita a chiedere al sindaco di Cagliari di «cominciare a protestare». Posto in questo modo, però, il problema sembra un tantino svilito: su una questione di tale portata non sarebbe stato meglio promuovere «dibattito & consenso» anziché lanciarla con un’interrogazione finita al punto 22 dell’ordine del giorno? «Volevo porre il problema subito – dice Serra – ma ne parlano anche vari consiglieri dell’opposizione insomma non è una questione che può essere trattenuta fra i temi di parte». Il primo argomento all’ordine del giorno di martedì sarà l’elezione dei vice presidenti del consiglio comunale. Segue l’elezione della commissione elettorale comunale e la nomina del collegio dei revisori dei conti per il prossimo triennio con la deteminazione del numero e composizione delle commissioni consiliari permanenti e l’elezione dei componenti di queste commissioni.
Tutti passaggi obbligati e non rinviabili, cui seguono vari argomenti di tipo urbanistico. Quando dovrà aspettare lo status di area metropolitana per diventare un problema su cui il consiglio comunale si vorrà impegnare a discutere? (a. s.)

Da “Il giornale di Sardegna”
La Manifattura dei desideri: mille progetti andati in fumo
Dopo le battaglie per riprendere allo Stato lo stabile dove un tempo si lavorava il tabacco, il futuro è sempre più incerto: molti piano ma ancora nulla è stato fatto
Alessandra Loche cagliari@ epolis.sm ■
È un mondo difficile, diceva una canzone, vita intensa e futuro incerto. Lo sa bene la ex Manifattura Tabacchi. Al centro della città e di numerose proposte, e polemiche, per il suo riutilizzo. Idee, manifestazioni, che non sono mai riuscite ad andare in porto. La struttura è rimasta chiusa. Dal 2000. Quando ancora era un bene dello Stato. Ma il passaggio, tre anni dopo, nel patrimonio della Regione non ha portato nessun cambiamento. Nonostante la pioggia di idee presentate dai gruppi politici e dai sindacati. Tra cui, la proposta dei Riformatori di avviare un trasferimento dei beni – passati dallo Stato alle Regioni – fino ai Comuni. L’ultima idea, solo in ordine di tempo, è made in Alleanza Nazionale. Che ha riacceso i riflettori sui 90mila metri cubi di immobile all’ingresso di Cagliari. Una struttura che potrebbe diventare una piccola città dentro il capoluogo. «Ospitando enti culturali», ha precisato il consigliere comunale Alessandro Serra, «musei, e punti commerciali e di ristorazione. Crediamo che debba essere uno spazio pubblico, un centro di attrazione per i turisti e i cagliaritani». E quindi, anche un percorso per collegare l’area del porto alle vie storiche e commerciali. Un ’idea ancora in evoluzione però, dove il punto fermo è uno solo: restituire il bene ai cittadini. Gli stessi che An ha invitato per esprimere proposte – che poi diventeranno ordini del giorno che i consiglieri presenteranno alle istituzioni – su come vorrebbero sia utilizzata l’ex Manifattura. «Una struttura ricca di storia», ha ribadito Serra, «vogliamo squarciare il velo di silenzio che è sceso intorno all’edificio, aprendo un dibattito a cui possono dare un apporto tutte le forze politiche». Condivisione della scelta è quindi diventata la parola d’ordine: chiunque potrà esprimere, nel sito internet che sarà realizzato, le proprie idee. «Per evitare che il futuro dell’ex Manifattura tabacchi», ha aggiunto il consigliere regionale Antonello Liori, «possa essere deciso nelle segrete stanze come è accaduto per il piano paesaggistico regionale ». L’ipotesi – che si sta facendo strada – che la struttura possa essere destinata a nuovi uffici per i consiglieri regionali è quindi stata subito cestinata dagli esponenti di Alleanza Nazionale: «Deve essere restituita ai cagliaritani». Dopo sette anni, quindi, l’ex Manifattura potrebbe ora riaprire le porte alla città. Sempre che la nuova campagna per il suo riutilizzo non finisca in cenere come quelle passate. Già negli anni scorsi, infatti, si è ipotizzato che potesse diventare un quartier generale per avviare un’indus tria del cinema a Cagliari. Tante idee, risultati nulla. Tutto chiuso, almeno per ora.

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