10/01/2006 – Si è tenuta stamattina la conferenza stampa indetta dal Sindaco di Cagliari per fare chiarezza su quanto sta accadendo nell’ambito del ritiro e dello smaltimento dei rifiuti nella città di Cagliari. All’incontro con la stampa, il Sindaco ha voluto immediatamente leggere un SMS ricevuto dall’Assessore Regionale all’Ambiente Tonino Dessì che dichiarava di non aver mai detto quanto riportato su Il Giornale di Sardegna. Per quanto concerne poi strettamente la gestione dei rifiuti, Floris ha voluto chiarire immediatamente che si possono distinguere varie fasi: la produzione (che avviene in ciascuna casa, in ciascuna industria, negli esercizi commerciali, etc.); la raccolta; il conferimento; la gestione delle discariche e la termodistruzione. Di queste, sono di competenza dell’Amministrazione comunale solo la raccolta ed il conferimento dei rifiuti, mentre le altre fasi sono sotto la responsabilità di altri soggetti. Il Sindaco ha voluto sottolineare che, per esempio, la Regione, attraverso un accurato processo di coordinamento all’interno dei suoi uffici, avrebbe dovuto valutare un’opportuna alternativa alla chiusura dei forni del Tecnocasic e della discarica di Serdiana. La stessa apertura del secondo modulo di Villacidro avverrà in una situazione di emergenza che sarebbe stata possibile prevedere e che si ripeterà non appena le discariche si esauriranno nuovamente. Prendendo spunto ancora da quanto scritto nei giorni scorsi sui quotidiani locali, il Sindaco ha voluto precisare che, anche per quanto attiene la raccolta differenziata, le uniche responsabilità dell’Amministrazione sono attribuibili alle fasi di pura raccolta e di conferimento. Per quanto attiene la fase di raccolta, si sta procedendo ad un aumento dei cassonetti in tutta la città di Cagliari. Sono presenti attualmente: 420 cassonetti per la raccolta della carta a cui si aggiungeranno ulteriori 120 a nolo; 420 cassonetti per la raccolta del vetro che saranno affiancati da altri 50 a nolo; 120 per la plastica che diventeranno 320 con quelli a nolo e 550 cassonetti per l’organico nei quattro quartieri pilota (Pirri, Mulinu Becciu, Genneruxi e Quartiere Europeo) che saranno potenziati con ulteriori 45.000 utenze con biopattumiera da 10 litri per singola utenza, circa 1.500 cassonetti stradali ed alcune isole ecologiche costituite da contenitori di grande volumetria per il conferimento degli sfalci di verde. Rimangono attivi i 4.000 cassonetti per la raccolta indifferenziata, di cui 1.000 verranno sostituiti perché in cattive condizioni. Sia in questa fase che nella successiva di conferimento, l’Amministrazione ha dovuto affrontare grossi problemi derivanti dalla gestione delle società che si occupano di rifiuti. Da Natale scorso, per esempio, a causa delle problematiche connesse all’impianto del Tecnocasic, non è regolare la raccolta di materiale ingombrante (legnoso e materassi). La plastica viene conferita presso l’impianto Sarda Macero di Sestu, perché l’impianto di Macchiareddu (SO.MA. Ricicla) ha chiuso dal 29 Dicembre scorso a tempo indeterminato. Anche l’impianto di Macchiareddu che si occupava di carta e cartone (Papiro Sarda) ha chiuso da prima di Natale fino probabilmente ad oggi (10 gennaio, ndr.). L’unica raccolta che funziona regolarmente è quella di vetro, latta e lattine che viene conferita in un impianto di San Sperate (EcoSanSperate), mentre per le altre l’alternativa è disporre i rifiuti temporaneamente in aree di stoccaggio che ben presto si esauriscono. Floris ha tenuto a precisare che oltre subire questa situazione non direttamente attribuibile alla gestione comunale, l’Amministrazione si ritroverà ben presto a sostenere degli ulteriori costi che appesantiranno notevolmente il bilancio. La Regione infatti ha equiparato i costi delle discariche a quelli delle tecnostrutture, elevando la tariffa imposta per usufruire delle prime ai livelli dell’utilizzo dei forni. Fino ad oggi infatti il conferimento di rifiuti al Tecnocasic è costato circa 116 euro a tonnellata, a cui si aggiunge una multa pari al 20% di tale somma per non aver raggiunto la quota di differenziata imposta dalla Regione. Conferendoli a Villacidro, il Comune pagherà le stesse somme incrementate delle spese di trasporto per circa 20 Km in più (pari a circa 7,19 euro + IVA10% a tonnellata) per usufruire di una discarica piuttosto che di un termodistruttore. L’Assessore alla Pianificazione dei Servizi, Giorgio Angius, ha voluto sottolineare quanto tutti questi problemi si ripercuotano nel Comune di Cagliari che conferisce 300 tonnellate di rifiuti al giorno, di cui il 10% sono differenziati ed a cui spesso vengono attribuite delle responsabilità non proprie. Si potrebbe – ha aggiunto l’Assessore – ampliare la quota di differenziata di almeno il 5% e lo si farà con la presenza di ulteriori 6.000 cassonetti per grandi utenti (uffici, bar, ristoranti, etc.), ma sarebbe auspicabile anche la presenza di nuovi siti in cui conferire questi rifiuti ed un’efficiente sinergia tra le Istituzioni per risolvere i problemi fin qui emersi. In conclusione del suo intervento, Angius ha voluto poi far presente che un buon 10% dei rifiuti presenti nei cassonetti della Città in realtà appartiene ad alcuni cittadini che non attuano la raccolta differenziata nei loro comuni. Per individuarli, – ha proseguito – sarebbe auspicabile anche un’unica gestione d’area vasta
(dal sito dell’ufficio stampa del Comune di Cagliari)

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